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27/10 Roma – Ex Aula Consiliare, Piazza della Marranella

 

giovedi 27 ottobre h.18:30
NED psm presenta
LA BATTAGLIA DI SAN BASILIO

presentazione del documentario “SAN BASILIO. STORIE DI ROMA”
a cura di “Progetto San Basilio”

a seguire dibattito con i curatori

presso l’ex aula consiliare a piazza della Marranella

Ci siamo chiesti perché presentare a Torpignattara un documentario sulla storia del quartiere San Basilio. I due luoghi potrebbero, ad un’analisi superficiale, risultare completamente estranei e diversi. Ma crediamo non sia così e soprattutto riteniamo che un evento storico possa risuonare fino ad oggi, aiutarci a riunire le fila del presente. Raccontare una storia dal basso, cioè la narrazione di una memoria collettiva al di fuori dell’ambito accademico, può permetterci di interrogarci su questioni, contraddizioni e problemi che affrontiamo ancora oggi. E’ una sorta di trasmissione dell’esperienza di dinamiche che sono tutt’ora attive nella realtà della periferia romana: il rischio di una guerra fra poveri in un contesto di crisi economica, la questione abitativa e gli interessi in gioco, la demonizzazione della pratica delle occupazioni da parte dei media, le modalità delle istituzioni di affrontare un problema sociale come un problema di ordine pubblico, la violenza di piazza.
Ma la storia della “battaglia di San Basilio” porta anche delle riflessioni in positivo poichè parla di solidarietà e di come una fascia svantaggiata della popolazione abbia tentato di rispondere ad un bisogno fondamentale come quello della casa attraverso un’azione collettiva e autorganizzata.
E terminiamo con delle domande che guidano il nostro agire politico: Che vuol dire creare legami di solidarietà in un quartiere? Come costruire quartieri resistenti allo sfruttamento, alla repressione e alla speculazione economica?

 

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part

20/10 Bologna – Facoltà di Scienze Politiche

 

“Ribelli in Zona Uni” organizza per il prossimo giovedì 20 ottobre (Anniversario della morte del partigiano Antonino Scaravilli) una giornata di dibattiti, iniziative e socialità:

Ore 13 – Piazza Scaravilli – Pranzo sociale e Live Painting. A seguire andremo tutti e tutte assieme a riporre una corona di fiori alla lapide di Antonino Scaravilli

Ore 19 – Via Zamboni, 38 – Dibattito Public History. Interverranno:
– Ribelli in Zona Uni (Bologna)
San Basilio, storie de Roma (Roma), che presenteranno il progetto e l’omonimo opuscolo autoprodotto.

Ore 21 – Proiezione del docu-film autoprodotto “San Basilio, storie de Roma”

Ogni volta che si parla di memoria storica, mai ci riferiamo, chiunque sia il soggetto individuale o collettivo che ‘ricorda’, ad un territorio univoco, liscio, uguale a se stesso in tutti i tempi e in tutti gli spazi. La memoria, la Storia sono indissolubilmente legate alla prospettiva, indietro ed in avanti, propria di chi la racconta. Così il divenire non è lo “scorrere” astratto del tempo, ma l’esito ed il susseguirsi di scontri, di frizioni tra forze, di asperità e conflitti.

Si potrebbe dire, anche a costo di un banale ‘protagorismo’, che ognuno racconta la sua storia. Al di là però delle biografie particolari, dei miliardi di “fu” con cui ciascuno fa appello al proprio passato, a noi interessa dirimere le “storie” secondo quel manicheismo indispensabile ad ogni pensiero critico: da una parte il discorso del potere, la narrazione dei fatti generali “dotati” di una consequenzialità conservativa per il potere stesso, dall’altra le insorgenze, le rotture di quella razionalità dovute a spinte dal basso, quindi la loro continuità consequenziale rivoluzionaria.

Di chi è la Storia? E’ dunque questa la domanda da porsi di fronte al calderone delle “storie”. I processi sociali non sono, in assoluto, la declinazione, la proiezione del discorso di un potere decisionale sovrano su un corpo amorfo che gli soggiace. Sono piuttosto l’esito dello scontro fra quel potere e le emersioni di ostilità dal basso. Fin qui poca roba, parrebbe che niente e nessuno sia in grado di sfuggire alla grande macchina del recupero, della sintesi per sé del potere, dal momento che ad oggi abitiamo a tutti gli effetti una storia che non è la nostra, e la biografia del potere, oscura o ha fagocitato la nostra.

Detto ciò, non rimaniamo con le mani in tasca. Public history è un tentativo calato all’interno delle lotte sociali di oggi, un’ipotesi di lavoro per la sottrazione al potere della narrazione sui “fatti nostri”, di recupero dall’oblio di quegli eventi o fasi che sconquassarono l’asset capitalistico e lo costrinsero, per lui, a modificarsi.

E’ dunque immediatamente un percorso di territorializzazione, nel senso di costruzione, ri-costruzione su una porzione di spazio tempo di memorie, immagini e segni che esprimano la indissolubile continuità della lotta.
Lorusso in Via Mascarella e Piazza Scaravilli evocano pezzi di storia di classe, di memoria storica, che lasciati lì o si dimenticano o vanno a rafforzare il discorso storico-territoriale ( di gentrificazione) del potere.

Di chi è dunque la storia? Quelli sono fatti nostri, nodi sul lungo filo rosso della lotta di classe dal basso, della nostra parte. Socializzarli, farne saperi e memorie sociabili, non monopolio dell’accademia e del gioco filologico astratto delle corrispondenze e della successione degli eventi, è per noi necessario. Lo è prima di tutto in relazione alle odierne emersioni di conflittualità sociale, per costruire la giusta continuità mai sopita delle lotte per giusti diritti e libertà che dal basso, dalle cantine del mondo, si portano ininterrottamente avanti. È uno sguardo all’indietro dovuto prima di tutto ai processi antagonistici di oggi e alle loro prospettive.

Come ogni 11 marzo, in occasione dell’anniversario della morte del compagno Francesco Lorusso, anche questo 20 ottobre (come lo scorso anno) vogliamo dare il legittimo spazio sul territorio universitario alla memoria di Antonino Scaravilli, partigiano delle brigate GL ucciso dai nazifascisti durante la battaglia dell’Università il 20 ottobre 1944.

***** SAN BASILIO, STORIE DE ROMA *****
Il progetto “San Basilio, storie de Roma” si sviluppa a partire da alcune realtà del territorio che cercano di ricostruire, attraverso la ricerca storica e la sua riattualizzazione, la storia di una borgata simbolo della città di Roma.

Il progetto nasce come iniziativa di commemorazione della morte del giovane Fabrizio Ceruso e della “Battaglia” di San Basilio nel 1974. A partire da questo episodio, ben presto è sorta l’esigenza, sia delle realtà partecipanti che degli abitanti del quartiere, di riscoprire una memoria collettiva ormai insabbiata, quando non dolosamente cancellata, e farla rivivere non come rito di consuetudine ma come organizzazione di una comunità di fronte a bisogni, problemi e contraddizioni più che mai attuali.

Questo percorso, nel suo piccolo, costituisce un tentativo di narrazione della storia pubblica (public history) dal basso, ovvero la storia applicata e diffusa al di fuori degli ambiti tradizionali, in grado di utilizzare diversi linguaggi e strumenti per raccontare, e soprattutto far raccontare, la storia da e per contesti diversi dal mondo accademico. Questo approccio consente di analizzare il giacimento storico di un territorio e/o di una comunità locale, quas sempre assente dalla storiografia ufficiale, e di far emergere il suo patrimonio immateriale di memorie, traducendole in iniziative pratiche per la sua conoscenza.

**** RIBELLI IN ZONA UNI ****
Negli ultimi anni si è tracciato l’abbozzo di un percorso politico antagonista in Zona Universitaria. Un’ipotesi che prova a muoversi nelle pieghe di questo spazio urbano, aprendo pratiche di autonomia e consolidando comportamenti spontanei. Tentativo sperimentale di movimentazione delle soggettività sociali studentesche e precarie che lo abitano e che lo riconoscono come spazio d’azione e di sociabilità, da sottrarre potenzialmente alle logiche di potere istituzionali tramite la prassi del contropotere.
Ipotizzare in questo contesto un tentativo di public history si pone quindi come potenziamento e allargamento del percorso di territorializzazione in Zona Universitaria agendo sul terreno dei saperi per ricollocare pezzi di memoria storica antagonista al servizio delle lotte di oggi. Quanto fatto fin’ora con la figura di Francesco Lorusso ci sembra andare in questa direzione. Come ci ha insegnato la lotta No Tav (vedi “A sarà dura – storie di vita e militanza No Tav”, DeriveApprodi, Roma, 2012) ogni lotta del passato lascia un segno sui territori che ha attraversato, sia esso fisico o immateriale, che ben si presta ad essere ricollocato, tradito, sperimentato in nuovi contesti di lotta. L’unità di pensiero e azione che sempre sottende ai movimenti reali fa si che la memoria storica sia sempre di qualcuno, inteso come soggetto che agisce nel presente, e ogni tentativo di fissarne un’immagine fuori dalla prassi si è sempre rivelato l’anticamera della sua negazione. Rimettere in movimento la memoria storica e il portato critico del pensiero politico della Zona Universitaria gettandoli nella mischia delle lotte di oggi è lo scopo di questo progetto. Nessuna pretesa di sintesi, ma l’apertura di un – si spera – fecondo laboratorio di saperi al servizio dei processi reali di ridefinizione delle identità, dei bisogni e dei desideri delle soggettività studentesche e precarie agenti nei percorsi di lotta e nelle vertenze ai bordi dell’università.